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Incontriamo Chiaramonte!

Una cartolina e una matita. Un modo per essere più vicini, per dialogare, per costruire insieme la Chiaramonte del domani. È questa la nostra maniera di intendere l’amministrazione del Comune: una condivisione, un continuo scambio di visioni e pareri.

Inizieremo il nostro percorso di ascolto dal Villaggio Gulfi, il 2 e il 4 aprile a partire dalle 16:30, e lo abbiamo chiamato “Incontriamo Chiaramonte” perché vogliamo passare casa per casa, quartiere per quartiere, borgata per borgata per conoscerci meglio ma soprattutto per ascoltare.

E non vuole essere uno dei soliti luoghi comuni della politica in campagna elettorale. Ognuno di noi fa politica per passione e come voi, siamo cittadini che amano Chiaramonte e vogliono farla rifiorire. Per queste ragioni passeremo per le vostre case lasciandovi una cartolina e una matita: strumenti che vi serviranno per scriverci idee, suggerimenti, proposte ma anche per segnalare criticità e aspetti da migliorare.

Successivamente potrete consegnarci le cartoline con i vostri spunti durante i nostri comizi di quartiere o nella sede del comitato elettorale e ne discuteremo insieme! Oppure potrete scriverci sui nostri canali Facebook e Instagram.

Vogliamo raccogliere quanti più spunti per inserirli nel nostro programma che è un continuo “work in progress”. Siamo convinti che solo il contatto costante con il territorio può indicare la via della buona amministrazione. 

Ci vediamo nelle varie tappe che abbiamo previsto! Per rimanere aggiornati seguite il sito e i nostri canali social!

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Ragusa – Catania, fate presto!

La notizia dell’approvazione del progetto esecutivo da parte di Anas è senza dubbio positiva. Segna finalmente un altro passaggio per poter mettere in gara l’opera e far partire i cantieri. Su quest’opera ci sono due punti fondamentali: l’economia e la sicurezza.

La nostra Chiaramonte, così come l’intera provincia di Ragusa (una delle più produttive dell’Isola), ha disperato bisogno di un collegamento veloce e funzionale con Catania che è un polo infrastrutturale fondamentale. Chi lavora, chi studia, chi ha un’impresa deve poter arrivare a Catania in tempi congrui: avere una superstrada, senza pedaggio, vuol dire avere un’arma in più per l’economia, per il turismo, per la mobilità.

La sicurezza è un altro punto nodale. Sino a pochi giorni fa abbiamo pianto, all’altezza di Coffa, le ennesime vittime di una strada che è un cimitero a cielo aperto. Centinaia sono stati
gli incidenti mortali e non possiamo più versare lacrime per un parente, un amico o un conoscente che non c’è più a causa di un’arteria insidiosa e poco sicura. A tutte le famiglie
che hanno perso un proprio caro dobbiamo dedicare i nostri sforzi e la nostra pressione istituzionale affinché si faccia presto, affinché non ci si perda nei tentacoli della burocrazia.
Dobbiamo compiere, come territorio, un salto di qualità che deve passare dalla Ragusa-Catania, dal potenziamento dell’aeroporto di Comiso e anche dal miglioramento del servizio ferroviario mettendo in collegamento, anche sulla strada ferrata, la provincia iblea con quella etnea.

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AUGURI A TUTTE VOI!

Voglio porgere un augurio a tutte le donne in occasione della Giornata che le celebra. Una Giornata che cade in un momento particolarissimo per tutto il mondo. Penso che ora più che mai le donne ucraine siano l’esempio – solare e lampante – della grandezza e della fierezza del genere femminile. Stanno affrontando la guerra con dignità e orgoglio, stanno portando in salvo bambini e anziani, si stanno separando con dolore dai loro mariti e dai loro affetti rimasti a combattere.

A tutte le donne ucraine va il nostro sostegno incondizionato con l’auspicio che questo massacro finisca presto.
A tutte le donne che riempiono la nostra vita, alle nostre nonne, alle nostre mogli, alle nostre madri, alle nostre figlie va il ringraziamento più grande per tutto ciò che fanno e che
rappresentano per noi.

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LA MEMORIA DEL CARNEVALE E LA GIOIA DEI BAMBINI

Riflettevo sul fatto che a volte basta poco per poter rendere più piacevole la vita della nostra comunità. Per fare un semplice esempio oggi pensavo al Carnevale appena trascorso: è venuta meno una delle grandi tradizioni di Chiaramonte, una di quelle occasioni che ci consentivano di attirare visitatori e di rendere vivo e gioioso il nostro centro cittadino. E venendo meno il Carnevale è venuto meno il sorriso dei bambini che, specialmente in questo periodo così duro tra pandemia e conflitti, avrebbero avuto bisogno di momenti disvago e spensieratezza.

Purtroppo, le nostre famiglie, pur di festeggiare il Carnevale, si sono spostate verso i Comuni limitrofi perché da noi non è stato organizzato nulla. Cosa avrei fatto da sindaco? Avrei allestito per la domenica mattina giochi e gonfiabili in piazza per i più piccoli in modo tale da farli divertire e sfilate di majorettes ed esibizioni di artisti di strada nel pomeriggio.

Un modo, con costi bassissimi e ammontanti a poche migliaia di euro, per rendere una ricorrenza felice a misura di famiglia e per far rivivere Chiaramonte. Inoltre – proprio per non dimenticare la nostra radicata storia dei festeggiamenti del Carnevale – avrei organizzato una grande mostra fotografica itinerante in tutti i musei cittadini con gli scatti più belli delle edizioni passate, in modo tale da celebrare degnamente una tradizione cittadina nei cuori di tutti. A volte basta poco: passione, volontà, lungimiranza per poter migliorare la nostra realtà.

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BASTA CON LA POLITICA DELLA RISSA E DELLA STASI: SI LAVORI PER IL BENE DELLA COMUNITA’

Vedendo la situazione attuale di Chiaramonte occorre ripensare a quale debba essere il fine principale della politica: fornire le basi per il rilancio economico, sociale e culturale. Purtroppo, nella nostra comunità ciò non sta accadendo perché siamo vittime di una stasi che non permette di mettere in campo progetti, di cogliere le occasioni derivanti dal Pnrr. Ciò che è accaduto in consiglio comunale è sotto gli occhi di tutti. Adesso serve chiudere con la stagione, ormai troppo lunga, della rissa, delle denunce. La politica non può e non deve essere ostaggio dei tribunali, ostaggio di un clima di conflitto perenne. Per questi motivi mi appello a tutti per uno scatto d’orgoglio per permettere a Chiaramonte di andare avanti e il sindaco – per primo – deve dimostrare di amare la città e di rispettare le leggi.

Lo stesso sindaco che deve attenersi alle norme che lo vedono sfiduciato e quindi, da buon padre di famiglia, dovrebbe dare l’esempio rispettando la legge e lasciando il suo ruolo. La fascia tricolore è un grande onore e un grande onere e va indossata onorandola ogni giorno nella applicazione delle norme. Quindi si regolarizzi la delibera del consiglio – così come specificato anche dalla Regione Siciliana – e si vada alle urne dando la possibilità ai cittadini di partecipare a un confronto democratico e pacifico. Si dia la possibilità di discutere dei temi, dei programmi, delle prospettive.

A Chiaramonte non servono più le risse o i dispetti istituzionali: serve un sindaco dialogante e costruttivo che si faccia carico dei problemi strutturali delle scuole, delle strutture sportive fatiscenti, dell’organico comunale sottodimensionato, dell’economia in crisi, del problema della sicurezza delle campagne. Sono questi i temi su cui voglio e vogliamo confrontarci e sono pronto a sfidare sul campo delle idee tutti i candidati. Si torni a parlare di politica, quella vera, per il bene di Chiaramonte.

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EMERGENZA SICUREZZA: SOLUZIONI A BREVE E LUNGO TERMINE

Il gravissimo problema dei furti nelle campagne e nel centro città, come del resto la mancanza di sicurezza in generale, è una delle più gravi preoccupazioni che affliggono la Comunità
Chiaramontana perché oltre a creare stati diffusi di paura tra i cittadini, produce un danno economico alle vittime dei vari reati e pregiudica lo sviluppo sociale ed economico del territorio.
E certamente non servono gli improvvisi comizi del sindaco e il cavalcare l’onda mediatica, serve invece trovare soluzioni serie e concrete. Il sindaco ha avuto tre mandati di tempo per
intervenire ma siamo, ancora, all’anno zero. Da sindaco ho una serie di azioni da mettere in campo appena insediato:

Pattugliamenti h 24 delle Forze dell’ordine e della Polizia locale al fine garantire sicurezza;
Presidi fissi delle forze dell’ordine;
Patto Locale di sicurezza urbana con il coinvolgimento del Corpo Forestale e della Polizia Provinciale;
Sblocco dei concorsi per nuove assunzioni nella polizia locale;
Potenziamento dell’illuminazione nelle aree più a rischio;
Istituzione di patti di sicurezza con i cittadini per pianificare interventi di controllo e unità operative di pattugliamento;
Richiesta di interventi urgenti per la caserma dei Carabinieri. Le carenti condizioni degli alloggi sono un deterrente all’arrivo di nuove unità dell’Arma;

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ELEZIONI COMUNALI 2022

Cara Chiaramonte,
ci stiamo avvicinando verso un periodo magico e sacro, un periodo che scalda i cuori, un periodo atteso dopo i lunghi mesi trascorsi combattendo la pandemia. È il momento in cui, solitamente, ci si guarda allo specchio e si tirano le somme di un anno appena trascorso cercando di tirare fuori i buoni propositi per il periodo che verrà.

Anche questo Natale, noi che viviamo a Chiaramonte, incontreremo i Ragazzi che per studio si trovano fuori Regione, i Giovani che sono stati costretti ad emigrare per disegnare un futuro, i professionisti che si sono affermati lontano dalla nostra Terra, le Famiglie che hanno trovato stabilità e servizi adeguati altrove. Incontreremo di nuovo volti amici che non vedevamo da tempo, leggeremo nei loro occhi la gioia di ritornare a Chiaramonte, l’orgoglio di appartenere a una Comunità forte e unita. Ma, poi, ci sarà anche il momento dei saluti, degli arrivederci alle prossime feste e la Città da viva e accesa tornerà alla sua consueta routine.

Cara Chiaramonte,
io ho tanti propositi per il nuovo anno. Il primo di tutti è quello che mi ha guidato, sempre, nella mia vita ed è quello di non cedere alla rassegnazione. Non mi rassegno nel vedere i nostri Giovani che vanno via per formarsi e per portare le loro competenze altrove, non mi rassegno nel dover incontrare parenti e amici soltanto a Natale e a Ferragosto, non mi rassegno nel vedere emigrare interi nuclei familiari. Non mi rassegno alle logiche del “è stato sempre così e sarà sempre così”. Non mi rassegno nel vedere la mia Comunità senza una speranza, uno slancio, una visione del futuro.

Cara Chiaramonte,
io ho scelto di impegnarmi – ancora una volta – in prima persona, mettendoci la faccia, mettendoci la passione, mettendoci tutta la speranza che ho nel cuore. Il cambiamento della nostra realtà parte necessariamente dall’impegno, in prima persona, di ognuno di noi. E io, in questa battaglia, voglio metterci anima, passione e la mia competenza.

Cara Chiaramonte,
hai centinaia di persone che credono in Te, che pensano che Tu possa essere molto più grande e forte, che tu possa dare lavoro, opportunità, svaghi sociali e culturali, servizi. Io voglio essere la voce del ragazzo che è stato costretto ad emigrare, la voce del padre di famiglia che ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese, la voce dell’imprenditore che si deve scontrare con mille difficoltà burocratiche, la voce di chi reclama servizi pubblici adeguati, la voce di chi non accetta la politica dei favori ma vuole la politica dei diritti.

Cara Chiaramonte,
mi onoro di rappresentare un gruppo umano fatto di competenze ed entusiasmo e vogliamo metterci al tuo servizio nella competizione elettorale che, tra qualche mese, segnerà il destino futuro della Comunità. Infatti, i prossimi cinque anni saranno cruciali. Ci sono tante opportunità come i finanziamenti del Pnrr che devono essere intercettati e spesi per lo sviluppo infrastrutturale ed economico, ci sono i finanziamenti europei, nazionali e regionali che soltanto grazie a un gruppo di lavoro capace e strutturato possono essere incamerati e spesi per la Comunità, ci sono le eccellenze agroalimentari da sostenere nella sfida di un mercato globale sempre più complesso e competitivo, ci sono le battaglie da vincere sotto il profilo della tutela ambientale, della promozione turistica, della rinascita culturale.

Cara Chiaramonte,
noi vogliamo una realtà viva in grado di valorizzare le eccellenze. Una Chiaramonte inclusiva in grado di sostenere i nostri anziani, in grado di ascoltare gli ultimi senza lasciare nessuno indietro. Una Chiaramonte in prima linea nella tutela delle pari opportunità, dell’inclusione sociale, nella difesa dell’ambiente e del bene comune. Una Chiaramonte con un Comune aperto, informatizzato, con meno burocrazia e più servizi. Una Chiaramonte che abbia il suo cuore pulsante e un ascolto quotidiano in tutte le sue Borgate. Una Chiaramonte con strade sicure e con un piano parcheggi. Una Chiaramonte sicura, vivibile e protagonista della realtà provinciale è possibile.

Cara Chiaramonte,
Tu mi conosci bene. Sai chi sono e sai qual è il mio sogno: essere il Tuo Sindaco. Dammi la possibilità di realizzarlo. Io come sempre ci metterò l’anima.